Ciao, questa sono io!

Chi è Sara Calloni?

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  • Il sentimento più grande
Ciao il mio nome è Sara Calloni e sono arrivata su questa terra il 22 maggio del 1982, dopo 9 mesi di convivenza con un grande dolore. Mia mamma aveva contratto la tubercolosi e quindi io stavo crescendo insieme a una grande infezione che le attaccò il rene. In questo periodo mia mamma non poté iniziare le cure perché avrebbe dovuto prendere dei forti antibiotici e questi mi avrebbero danneggiato. Questo fece nascere in me un grande, enorme senso di colpa.
Gli anni passarono, ma questo enorme senso di colpa non mi abbandonava. Ero sempre più convinta di essere la causa di tutti i mali del mondo e avevo l’estrema necessità di trovare una conferma che mi dicesse che mi stavo sbagliando.
Quella conferma però non è arrivata, anzi, la mia infanzia fu caratterizzata da un altro episodio doloroso che mi confermò che mi meritavo di soffrire.
Quando ero poco più di una bambina ho subito violenza sessuale e questo a letteralmente segnato la mia anima portando il mio senso di colpa a livelli esorbitanti.
  • La bestia dentro
Questo mi ha sempre fatto avere un comportamento passivo con vari scatti di aggressività perché oltre alla paura e al senso di colpa covava in me quella grande rabbia scatenata da un’unica grande domanda: “Perché proprio a me?”

La convinzione di avere dentro di me una grande bestia oscura che, solo in alcuni momenti della mia vita, se ne stava dormendo e mi lasciava vivere un pizzico di felicità, mi hanno portata a coprirmi con grandi maschere per cercare di nascondere tutto il mio passato.
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  • La mascara, la migliore difesa
Per ogni maschera che indossavo aumentava la mia sicurezza e la convinzione che in questo modo quella bestia non poteva ferire alle persone che amavo.

Il problema è che più maschere indossavo e più perdevo il contatto con me stessa. Non riuscivo più a distinguere quello che era naturale, da quello artificiale; la verità, dalla menzogna e quello che desideravo, da quello che non volevo affatto.
Ecco come a 27 anni mi sono ritrovata ad affrontare una crisi di mezza età.

Questo ti può risultare strano però, in realtà, la crisi di mezza età non ha niente a che vedere con l’età, la caratteristica fondamentale di questa crisi è data dal fatto che non ti riconosci più.
E io stavo passando proprio per questo, non sapevo più chi ero.
Ero diventata il nulla!!
  • Se scappi ti sposo
Ad un certo punto in questa mia annebbiata vita mi sono ritrovata a guardare un film che si chiama “se scappi ti sposo” dove la protagonista cambia il suo “uovo preferito” in base ai gusti dei suoi promessi sposi. In tutte quelle relazioni lei non era mai stata se stessa, ma solo una pedina passiva pronta ad assecondare la sua dolce metà.

Ed io mi sentii totalmente identificata, perché neanche io sapevo come preferivo l’uovo o quale fosse il mio gusto di gelato preferito. Avevo una maschera per ogni occasione e quindi anche un gusto per ogni occasione, ma cosa veramente piaceva a Sara, lo ignoravo profondamente.
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  • Il mio vero IO
Allora iniziai una intenza ricerca del vero io.
Passando per libri, corsi e terapie sono riuscita a riallacciare i ponti con me stessa riscoprendo così la voglia di vivere una vita autentica e assertiva.

Quest’ultima parola, all’inizio era solo questo, una parola. Con il tempo, però, si è trasformata nella mia filosofia di vita.
L’assertività era quella cosa che cercavo ogni volta che volevo dire quello che pensavo e non ci riuscivo. L’assertività era quel comportamento che mi aiutava a essere coerente con me stessa senza ferire agli altri. L’essere assertiva cambio completamente la mia vita e ogni singola relazione che avevo in quel momento. Rafforzando le relazioni con quelle persone che provavano un affetto sincero e incondizionato nei miei confronti e fecendomi eliminare quelle relazioni tossiche che danneggiavano sia me, che le altre persone coinvolte.

L’assertività diventò quindi la mia salvatrice.
Tutta la serenità che riuscii a guadagnare da quel momento mi portò un nuovo desiderio, quello di condividere questa mia amica con migliaia di altre donne che si sentivano nessuno, che non sapevano più chi erano, che affrontavano la loro crisi di mezza età (che io chiamo crisi dell'immagine subcosciente) indipendentemente dall’età che realmente possedevano.
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  • La mia professione
Quindi mi affacciai nel mondo del coaching e iniziai a formarmi per avere gli strumenti e le conoscenze per poter aiutare quelle donne che affrontavano passivamente o aggressivamente la loro vita.

Dopo un percorso durato 9 anni eccomi qua ad offrire questa mia esperienza e queste mie conoscenze a te, si proprio a te che mi stai leggendo. Perché se dopo 755 parole sei ancora qui a leggere vuol dire che qualche cosa di questa mia storia risuona con la tua. Quindi lascia che ti dica ancora una cosa: Ben venuta! Ben venuta nel tuo primo passo verso la tua assertività.
missione ITA

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